DANNI DA INSIDIA STRADALE

La Pubblica Amministrazione è tenuta a risarcire i danni da insidia stradale: il nostro studio può aiutarti a ottenere il giusto risarcimento.

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Chi vive in città sa bene che è frequente imbattersi in buche dovute alla scarsa manutenzione stradale. Questo però non è l’unico pericolo in cui si può incorrere: pensiamo ad esempio ai marciapiedi dissestati, ai semafori che non funzionano, alle eventuali lastre di ghiaccio presenti nelle strade durante l’inverno; tutti pericoli che, se non visti per tempo, possono causare lesioni più o meno gravi.

Esistono insomma diverse circostanze in cui pedoni e conducenti possono essere esposti a un pericolo concreto: tuttavia bisogna tenere a mente che non tutte queste situazioni fanno scattare automaticamente la responsabilità nei confronti della Pubblica Amministrazione. Vediamo allora quali sono i presupposti che rendono lecita la richiesta di risarcimento per danni da insidia stradale.

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RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER DANNI DA INSIDIA STRADALE: I REQUISITI

Per accordare il risarcimento dei danni il giudice deve innanzitutto accertare la presenza di 2 requisiti:

Ovvero la non riconoscibilità oggettiva del pericolo: significa quindi che solo i pericoli difficili da riconoscere (che la giurisprudenza definisce “Insidie e trabocchetti”) danno diritto al risarcimento per danni da insidia stradale.

Questo vuol dire che un pedone o un conducente possono richiedere un risarcimento nel caso in cui, ad esempio, si procurino un danno a causa di una buca non segnalata in una strada che di notte non è ben illuminata. La situazione però cambia nel caso in cui il pericolo sia facilmente intuibile a occhio nudo: ad esempio una buca facile da vedere in pieno giorno e di dimensioni tali da non poter essere ignorata discolperà la Pubblica Amministrazione, perché in questo caso l’insidia stradale non si potrà considerare “difficile da individuare”.

Ossia l’impossibilità da parte del pedone o del conducente di evitare il pericolo.

QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE ESCLUDONO LA RESPONSABILITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

Come già detto, esistono dei casi che escludono la responsabilità della Pubblica Amministrazione. Tra questi ricordiamo:

Significa che il pedone/conducente ha il cosiddetto “obbligo di diligenza”, ovvero deve sempre mantenere una condotta responsabile e una soglia alta dell’attenzione. Questo vuol dire che qualsiasi danno causato da disattenzione, negligenza o eccesso di velocità fa venire meno il diritto al risarcimento per danni da insidia stradale.

Ovvero un danno determinato da cause imprevedibili come calamità naturali, alluvioni, terremoti ecc. Significa quindi che la Pubblica Amministrazione è tenuta a risarcire solo i danni causati da fattori e situazioni che possono essere previsti, e dunque evitati.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PARTE DANNEGGIATA: CHI HA RAGIONE?

Abbiamo visto che ci sono diversi fattori che, a seconda dei casi, possono discolpare la parte danneggiata e la Pubblica Amministrazione. Quello che però bisogna tenere bene a mente è che secondo l’art. 2051 c.c la Pubblica Amministrazione è sempre responsabile della buona manutenzione delle strade.

Vediamo cosa dice l’articolo:

“Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”
(Art. 2051 c.c.)

Secondo la legge dunque la Pubblica Amministrazione è di fatto la custode delle strade, pur non essendone la proprietaria: questo significa che per discolparsi spetterà a lei dimostrare che l’evento che ha causato dei danni si è verificato per caso fortuito.

La persona danneggiata quindi sarà tenuta semplicemente a dimostrare il danno e il nesso di causalità tramite fotografie, testimoni ed eventuali verbali dei vigili.

Questo significa che:

  • La parte danneggiata avrà sempre una posizione nettamente più favorevole rispetto a quella della Pubblica Amministrazione.
  • La parte danneggiata avrà maggiori probabilità che la richiesta di risarcimento abbia successo.
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